La clamidiosi del gatto: quando il micio espelle muco dagli occhi

I gatti sono molto più sottoposti a contrarre le malattie infettive rispetto ad altri animali domestici, come i cani.

Gatti e cani sono due animali molto diversi, per la loro natura, e mentre un cane lo possiamo controllare molto bene, il gatto fa un po’ quello che vuole, a meno che utilizziamo metodi piuttosto radicali come la castrazione.

Il gatto esce di casa quando vuole, va dove vuole e torna quando vuole, e nelle sue passeggiate ha spesso a che fare con altri gatti, non sempre domestici.

Sono proprio i randagi a trasmettere le malattie infettive, e quella di cui vi parliamo in questa pagina è fondamentalmente una delle meno gravi, ma non per questo va trascurata: parliamo infatti della Clamidiosi del gatto.

Che cos’è

La clamidiosi del gatto è una malattia infettiva batterica causata da Chlamidiophila felis. Si tratta di un batterio che si stabilisce in uno degli organi più delicati dell’intero organismo: l’occhio.

Colpisce praticamente solo i gatti, quindi se abbiamo qualche altro animale non c’è pericolo; rispetto ad altre malattie, viene trasmessa solo per contatto diretto gatto-gatto, per cui se il nostro micio non entra in contatto con altri felini possiamo stare tranquilli.

La trasmissione indiretta, invece, è molto rara, e se utilizziamo una ciotola comune tra più gatti difficilmente l’infezione si trasmetterà (ma potrebbero farlo altre malattie ben più gravi come la FeLV, quindi non facciamolo comunque).

Diventa semplice capire che la via di trasmissione principale della malattia è quella in cui due gatti vengono a contatto, e uno dei due è malato. I gatti hanno il loro modo di comunicare, per cui possono mettersi a contatto o, cosa che fanno molto spesso, lottare tra di loro. Tra un graffio e un morso, alcuni batteri che sono presenti intorno all’occhio possono passare all’altro gatto che verrà così contagiato.

Che cosa fa

Come abbiamo detto, le conseguenze del contagio non sono gravi, anche se possono diventarlo se non facciamo nulla.

Il batterio si stabilisce sulla superficie dell’occhio, dove inizia a moltiplicarsi; qui crea irritazione, e gli occhi diventano rossi e iniziano a lacrimare in modo molto profuso; le lacrime non saranno limpide, perché unite ai prodotti dei batteri avranno un aspetto più denso, simile al muco. In pratica, il gatto sembrerà piangere muco, che tra l’altro rimarrà incrostato sotto gli occhi.

Inoltre, il fastidio lo porterà a strusciarsi sull’occhio con la zampa, che è sporca, portando così altri batteri che aggraveranno la situazione.

Se non facciamo nulla, con la soluzione del solito (e sbagliato) “gli passerà”, le clamidie saranno così tante da scendere nel canale naso-lacrimale, un piccolo tubicino che collega l’occhio al naso (lo abbiamo anche noi, è per questo che quando smettiamo di piangere dobbiamo soffiarci il naso); le lacrime infette entrano lì, e possono uscire dal naso oppure entrare all’interno, fino a raggiungere i polmoni, dove si stabiliscono.

La polmonite è la conseguenza più grave di questa malattia ed è molto frequente nei gatti piccoli, il cui sistema immunitario non è ancora ben sviluppato.

Come si cura

La difficoltà della cura della clamidiosi dipende da quanto tempo lasciamo passare. Se quando ci accorgiamo che il gatto inizia ad avere delle lacrime strane, che non se ne vanno, andiamo subito dal veterinario, probabilmente basteranno degli antibiotici per uso topico (un collirio da dare, insomma) per qualche giorno e il problema sarà risolto.

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Se aspettiamo di più, dipende da quanto abbiamo aspettato, perché potrebbe a questo punto essere necessaria una terapia antibiotica più forte se le clamidie si sono diffuse molto nell’organismo, e in certi casi, specie se c’è febbre (a causa della polmonite) potrebbe essere necessario qualcosa di ancora più forte. Comunque, sta a noi non lasciare che la situazione degeneri.

Nei giorni in cui si danno gli antibiotici è importante pulire spesso gli occhi con un panno umido, per rimuovere le lacrime incrostate e alleviare il fastidio.

Molto importante, ma anche molto semplice, è la prevenzione. Se abbiamo più gatti, e uno è malato, teniamoli separati finché non sarà guarito, o la attaccherà a tutti gli altri.

Se vediamo che qualche gatto gira per il quartiere e ha gli occhi molto arrossati magari evitiamo di far uscire il nostro gatto per qualche giorno, così da evitare il contatto, anche se obiettivamente è un po’ difficile da fare.

Infine, ultimamente è disponibile un nuovo vaccino per la clamidiosi, che sembra funzionare piuttosto bene; se il nostro gatto sta in casa sempre non ne abbiamo bisogno, ma se gira potrebbe essere utile, perché la clamidiosi è molto diffusa tra i gatti: quando facciamo gli altri vaccini, possiamo chiedere consiglio al veterinario, che ci proporrà di farlo o meno in relazione alle abitudini del gatto e alla presenza della malattia nella zona in cui viviamo.

 

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