Il colpo di calore nel cane e nel gatto

Tra le patologie che possono colpire un cane o un gatto, quella del colpo di calore è probabilmente la più urgente, quella per cui se non facciamo qualcosa subito la morte può sopraggiungere in pochissimo tempo.

È importante saperne riconoscere i sintomi e sapere come comportarsi nell'immediato, ancora prima di condurre l'animale nella clinica veterinaria più vicina: 10-15 minuti di viaggio potrebbero essere troppi per raggiungerla, se non agiamo prima da soli.

Che cos'è il colpo di calore

Una delle funzioni necessarie alla cita degli animali è la regolazione della temperatura corporea. Gli organi vitali funzionano solo in un determinato intervallo di temperature, e ogni animale ha i suoi metodi per mantenerlo: ci sono alcuni come i rettili che "prendono il sole", andando il letargo quando è freddo per non disperdere calore e ce ne sono altri, come cani o gatti, che sfruttano l'energia ingerita con il cibo.

Quando è freddo, il calore deve essere mantenuto nell'organismo; quando è caldo, deve essere espulso. Noi lo facciamo con il sudore, cani e gatti no, perché non sudano.

Se il meccanismo di espulsione del calore smette di funzionare questo si accumulerà nell'organismo risultando pericoloso per la vita.

I gatti sono in generale meno sottoposti perché essendo animali provenienti dal deserto (i felini in generale) controllano meglio il calore corporeo.

In ogni caso, l'espulsione del calore negli animali domestici avviene con il respiro, con cui si libera umidità calda e si abbassa la temperatura corporea.

Per effetto di alcuni veleni che provocano contrazioni muscolari involontarie che, a loro volte, generano calore o per effetto del caldo può instaurarsi il meccanismo del colpo di calore. La situazione tipica è quella del cane che rimane legato senza acqua sotto il sole, o chiuso in macchina sotto il sole in estate con i finestrini chiusi.

Fin quando l'animale ha umidità in corpo che veicola il calore da espellere, lo farà semplicemente respirando; poi rimarrà disidratato, e così il calore rimarrà all'interno dell'organismo, portando la temperatura a 40º-41º.

Quali sono i sintomi

La prima cosa che notiamo è sicuramente il respiro affannoso, che si accompagna ad abbondante salivazione; per la mancanza di acqua, la saliva è molto densa. Le mucose della lingua e delle gengive sono visibilmente rosse.

Inizieranno così una serie di sintomi tipici: l'animale non controllerà più la propria muscolatura, quindi vedremo delle contrazioni dei muscoli involontarie accompagnate da diarrea, spesso con presenza di sangue, dovuta al fatto che il controllo viene perso anche sulla muscolatura intestinale. Il vomito, invece, è più raro.

Si arriverà così all'incoordinazione dei movimenti e poi allo svenimento, piccoli movimenti alla ricerca di punti riparati dal sole, e in certi casi anche convulsioni. Se non si agisce velocemente può sopraggiungere il coma e poi la morte.

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Come agire per evitare il colpo di calore

Per prima cosa bisogna vedere a che punto sono i sintomi: se vedete un cane legato sotto il sole che, però, si comporta normalmente, fornite una ciotola d'acqua fresca e cercate di rintracciare il proprietario o rivolgetevi ai vigili urbani, che possono portarlo via senza conseguenze legali con il padrone. Se un cane è chiuso in macchina teoricamente potete sfondare il finestrino (in forza dell'articolo 54 del codice penale) ma se chiamate i vigili fatelo fare a loro, se il cane è ancora "sveglio".

Nel momento in cui avete il contatto diretto con il cane, se lo stato del colpo di calore è avanzato, per prima cosa portatelo all'ombra in un luogo più fresco possibile.

Fatelo bere ma con attenzione: poca acqua alla volta, perché se ne beve troppa tutta insieme rischia di soffocare. Se riuscite a condurlo velocemente da un veterinario i liquidi verranno somministrati tramite flebo direttamente in vena, una via più sicura.

Dobbiamo poi spargere acqua sul corpo in modo da aiutare lo spargimento del calore all'esterno, ma anche qui facciamo attenzione. Non diamo ghiaccio o acqua ghiacciata, perché rischierebbe di "stringere" i vasi e passando meno sangue il calore verrà dissipato in modo peggiore.

Se abbiamo a disposizione un ventilatore, puntiamolo verso l'animale già bagnato in modo da favorirne ancora di più lo spargimento. Se abbiamo a disposizione dell'alcool versiamolo nei punti come il collo e le ascelle dove i vasi sanguigni sono più superficiali, poiché aiuta a dissipare il calore.

Quando l'animale inizierà a muoversi di nuovo, a "riprendersi", insomma, portiamolo subito presso una clinica veterinaria. Sarebbe buona norma telefonare appena partiamo, perché in questi casi il tempo è fondamentale e se telefoniamo i veterinari avranno modo di preparare al meglio una sala con tutti gli accorgimenti necessari a mettere in pratica la terapia, oltre a potervi dare consigli direttamente per via telefonica durante il tragitto.

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