A cosa serve l'esame delle feci e come si fa

Quando portiamo i nostri animali dal veterinario, può capitare abbastanza spesso che ci venga richiesto un campione delle feci da analizzare. Ma a cosa serve fare l’esame delle feci e come si raccoglie un campione?

A cosa serve l’esame delle feci

Le feci del cane e del gatto, ma anche quelle di noi umani, per quanto possano creare un certo disagio, sono pur sempre un prodotto del nostro corpo. Per questo motivo, poterle analizzare consente di valutare alcuni importanti aspetti dell’organismo, soprattutto in caso di disturbi o malattie.

Può capitare, ad esempio, che il cane o il gatto abbiano vomito e diarrea intensi. In quel caso il veterinario potrebbe riuscire ad ottenere molte informazioni proprio analizzando le feci, in modo da avvicinarsi il più possibile alla diagnosi.

Per capire meglio cosa se ne faccia il veterinario delle feci del nostro animale, vediamo quali sono le analisi che si possono effettuare sul campione.

Tra le condizioni che possono essere valutate attraverso l’esame delle feci rientrano soprattutto:

  • Presenza di parassiti intestinali;

  • Presenza di batteri;

  • Presenza di globuli bianchi, che indicano infiammazione;

  • Tracce di sangue nelle feci.

Dopo aver prelevato una piccola porzione di feci, soprattutto se morbide o acquose, il veterinario può strisciarle su un vetrino da laboratorio “a fresco” oppure dopo averle trattate, per guardarle al microscopio.

Attraverso l’ingrandimento delle feci, è possibile valutare la presenza di parassiti. Quelli più frequenti nell’intestino dei nostri animali sono soprattutto ascaridi, strongili, Tenie e Giardia. Normalmente i cani e i gatti che ospitano questi parassiti vanno incontro alle cosiddette “verminosi”, con sintomi gastrointestinali, come vomito e diarrea.

Come si raccolgono le feci

Se chiedete al vostro veterinario qualche aneddoto sui campioni delle feci portati dai proprietari di animali, sicuramente ne avrà di storie divertenti da raccontare.

Infatti quando si tratta di prelevare e trasportare le feci del proprio animale, i proprietari di solito danno libero sfogo alla propria fantasia. Può capitare così che il veterinario si ritrovi con quintali di feci oppure solo un minuscolo pezzettino. Altri, invece, non si preoccupano di trasportarle e conservarle a dovere, quindi si trascinano appresso bustine di plastica e bicchieri contenenti feci vecchie di giorni o letteralmente impanate nella sabbietta del gatto.

gatto nella lettiera esame feciIn realtà il prelievo del campione delle feci è molto semplice da fare. Non dovrete assolutamente fare nulla al vostro animale, ma solo aspettare che gli venga lo stimolo per defecare. Tenetevi pronti e portate con voi durante la passeggiata un paio di guanti di lattice.

Appostatevi accanto alla lettiera del gatto o vicino al vostro cane mentre è in procinto di farla.

L’ideale sarebbe riuscire a raccoglierla immediatamente, soprattutto in caso di diarrea, per evitare che si contamini toccando il suolo o la sabbietta. In realtà andrà bene lo stesso anche se non doveste riuscirci, purché la preleviate da terra prima che il gatto la seppellisca nella lettiera o che si confonda con le feci di altri animali.

Con i guanti di lattice prendete le feci. Se sono solide e compatte potreste anche raccoglierne un po’ direttamente con le mani, ma nel caso contrario potreste utilizzare la solita paletta con cui pulite la lettiera del gatto oppure un cucchiaio di plastica.

Per quanto riguarda la quantità di campione, non servono chissà quante feci per poter fare l’esame coprologico. Ne basterà un pezzetto di circa 2-3 centimetri.

A questo punto dovrete inserire il campione in un apposito contenitore per le feci, che trovate a poco prezzo in farmacia. È importante, infatti, che il campione sia sterile, per evitare che i batteri possano contaminarlo, alterando i risultati.

Anche un barattolo per l’esame delle urine può andare più che bene, purché non sia stato mai aperto.

Come conservare e trasportare il campione di feci

Il campione andrebbe consegnato in giornata, al massimo entro 24 ore. Se non avete la possibilità di portarlo immediatamente dal veterinario, riponetelo in frigorifero o comunque in un luogo fresco e asciutto, per non alterarlo.

Durante il tragitto verso l’ambulatorio del veterinario, se non abitate molto distanti non sarà necessario fare altro, ma se dovrete impiegarci più di 10 minuti, potreste utilizzare una piccola borsa frigo. Spesso in farmacia si vendono delle apposite bustine a chiusura ermetica, dalle dimensioni ridotte, apposta per il trasporto a breve termine dei farmaci.

Quando arrivate dal veterinario, cercate di non tenere il barattolo a lungo in mano o in borsa. Piuttosto, bussate alla porta dell’ambulatorio e consegnatelo senza aspettare la fila. A questo punto potrete attendere il vostro turno per la visita.

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