La Piometra nella cagna: come prevenire una pericolosa malattia

La piometra è una delle più frequenti infezioni che interessano l'apparato riproduttore femminile della cagna, e sicuramente la più grave.

È poco conosciuta e dipende da un'abitudine che le cagne da compagnia non avrebbero in natura: quella di non accoppiarsi quando sono in calore. Infatti generalmente una cagna dovrebbe accoppiarsi di tanto in tanto: questo porterebbe, con il parto, ad una "pulizia totale" dell'utero.

L'alternativa, se non abbiamo intenzione di farla partorire, è quella di castrarla (ricordo che castrare nelle femmine significa rimuovere le ovaie, sterilizzare significa legare le tube ovariche senza togliere nulla) per rimuovere il problema alla radice.

Che cos'è la piometra

"Piometra" è una parola che è composta da due termini: il primo significa Pus, il secondo utero. Ed è proprio questo che significa Piometra, pus in utero.

Naturalmente il pus in qualche modo deve arrivare: si tratta di una sostanza di origine batterica, prodotta da batteri che si sviluppano quando trovano un ambiente a loro favorevole.

Il "problema" della cagna è che ha un periodo post-calore molto lungo, rispetto ad esempio alle donne. Questo periodo dura infatti sessanta giorni, esattamente come la gravidanza. Questo perché a livello riproduttivo l'organismo della cagna funziona nello stesso modo sia che i cuccioli siano in utero, sia che non ci siano.

Viene così prodotto un ormone, il progesterone, che fa ispessire l'utero e crea delle piccole sacche di liquido che, a cose normali, servirebbe a nutrire gli embrioni.

Se gli embrioni non ci sono queste sacche rimangono lì, e questo liquido, che poi è il "cibo" per i batteri, in certi casi può infettarsi. La piometra può avvenire a qualsiasi età, ma è più comune nelle cagne anziane che hanno avuto questo ispessimento più volte e che avranno quindi sacche più grandi.

Molto pericoloso è utilizzare gli estrogeni per far abortire una cagna rimasta involontariamente incinta: l'estrogeno "strozza" le sacche in utero, creando moltissime cisti e quasi sicuramente causerà piometra.

Se qualche batterio riesce a raggiungere queste cisti, esse possono infettarsi.

A questo punto ci sono due possibilità: la cervice (l'ingresso) dell'utero può essere aperta o chiusa; se è aperta la situazione è meno pericolosa perché il pus esce con l'urina e ci rendiamo conto che c'è qualcosa che non va; se è chiusa, il pus rimane dentro e diventa sempre di più, fin quando i batteri, che nel frattempo si sono riprodotti, inizieranno ad entrare nel sangue creando moltissimi danni. Il più pericoloso è quello ai reni, che può portare a morte per insufficienza renale acuta.

Come riconoscere la piometra

I sintomi della malattia sono abbastanza evidenti. Per prima cosa, si presentano circa quaranta-sessanta giorni dopo il calore (con l'inizio del calore c'è la perdita di un po' di sangue), quindi se notate i sintomi dopo questo periodo di tempo pensate a questa malattia.

La cagna apparirà abbattuta, avrà febbre, l'addome sarà gonfio, potranno presentarsi episodi di vomito e diarrea. È possibile che le urine possano presentarsi in modo strano, ma non è detto, perché se la cervice dell'utero è chiusa il pus non passa nell'urina e questa sarà assolutamente normale.

Se questa situazione persiste dalla febbre si passerà all'ipotermia dovuta ai batteri che stanno facendo moltissimi danni nell'organismo: è importante portare d'urgenza la cagna da un veterinario, anche di notte, perché questa malattia è rischiosa per la vita stessa della cagna.

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La terapia e la prevenzione

Se la piometra è già presente, il veterinario dovrà fare essenzialmente due cose: la prima è eliminare i batteri presenti nel sangue, e lo farà con dei medicinali antibiotici; la seconda è di togliere la fonte del problema. Nello specifico toglierà l'utero e le ovaie, castrando di fatto la cagna al momento, per mezzo di un'operazione chirurgica.

Non c'è altro modo per curare questa malattia, quindi se la vostra amica a quattro zampe la contrarrà non potrà più partorire nella sua vita.

Per quanto riguarda la prevenzione, il metodo migliore è quello di effettuare un evento di ovaristerectomia preventivo. In pratica, chiediamo ad un veterinario di castrare la nostra cagna ma togliendo anche l'utero, per evitare qualsiasi tipo di problema in futuro.

Dobbiamo castrare anche se la cagna fosse rimasta incinta e non volessimo: non chiediamo mai di somministrare gli estrogeni, che quasi sicuramente daranno origine al problema.

Se abbiamo intenzione di far partorire la nostra amica, invece, nessun problema: le placente dei cagnetti, infatti, "ripuliscono" l'utero quando fuoriescono, subito dopo il parto. In questo modo saremo sicuri di aver rimesso l'utero in condizioni ottimali.

Se avete intenzione di farla partorire, potrete sempre farle affrontare la gravidanza per poi castrare a fine lattazione, così da evitare comunque questo grave problema.

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