immagine L’insufficienza renale cronica: come riconoscerla e salvare la vita al cane o al gatto

L’insufficienza renale cronica: come riconoscerla e salvare la vita al cane o al gatto

I reni sono tra gli organi più importanti dell’organismo. Generalmente non li consideriamo, e quando pensiamo agli organi vitali pensiamo al cuore, o al cervello: molti non sanno che, se i reni smettono di funzionare, si muore.

Questo vale sia per noi che per i nostri animali domestici, per cui, da proprietari amorevoli quali siamo, nel cercare in ogni modo di garantire una vita serena ai nostri cani e ai nostri gatti, è importante renderci conto che i reni hanno qualcosa che non va, cosa peraltro non facile, ed agire il prima possibile.

L’insufficienza renale cronica

Il lavoro principale del rene è quello di filtrare il sangue ed eliminare in questo modo le sostanze tossiche che vengono ingerite con il cibo o che vengono create dall’organismo stesso. Quelle che si chiamano comunemente scorie.

Se il rene smettesse di funzionare all’improvviso (insufficienza renale acuta), per motivi come possono essere le infezioni renali, ce ne renderemmo conto. L’animale sta male, non mangia, ha la febbre, e chiunque lo porterebbe subito dal veterinario. Peraltro, essendo improvvisa, questa situazione è risolvibile e l’animale guarisce completamente.

Se c’è una situazione di insufficienza renale cronica, invece, non è così.

Il rene è un organo incapace di rigenerarsi, e una volta che è distrutto lo rimane, e le possibilità di salvezza sono solo la dialisi (rene artificiale) o il trapianto.

A suo favore c’è però il fatto che il rene ha una grande capacità di compensazione. Se per il 30% ha smesso di funzionare, il rimanente 70% si rimbocca le maniche e riesce a fare anche il lavoro della parte che manca. Pensate alle persone a cui manca un rene, che riescono a vivere tranquillamente con l’altro.

L’insufficienza renale cronica si presenta soprattutto negli animali anziani, perché gli stimoli che la causano devono agire per molto, molto tempo.

Alimentazione sbagliata ma non marcatamente, troppi farmaci assunti nel corso della vita, problematiche ambientali, piccole malformazioni renali, malattie infettive come la peritonite infettiva del gatto sono tra le tante cause che possono danneggiare in modo lieve il rene, ma che a lungo andare portano alla perdita della sua funzionalità.

Questa perdita all’inizio non si vede per nulla, quindi non sappiamo se ci sia o meno. Ad un certo punto iniziano a comparire dei sintomi, che sono sempre più evidenti nel giro però di molto tempo, diversi mesi.

Saperli riconoscere precocemente significa, nella maggior parte dei casi, salvare la vita al cane o al gatto, perché esiste un “punto di non ritorno” superato il quale le possibilità di sopravvivenza sono scarse.

Come riconoscere l’insufficienza renale cronica

Quando non ci sono i sintomi, ovviamente, nessuno può capire che il rene sta iniziando ad avere malfunzionamenti. Non ci riesce nemmeno il veterinario, proprio perché il rene sa compensare la perdita di funzionalità, e le analisi del sangue e delle urine risultano perfette.

Iniziamo a renderci conto che c’è qualcosa che non va quando il cane, o il gatto, inizia a bere ed urinare più del normale. E fin lì la causa potrebbe essere il caldo o l’attività fisica. Non allarmiamoci, ma iniziamo a fare attenzione a tutte le cose che diremo tra poco, specie se l’animale è anziano.

Il cane, o il gatto, inizierà progressivamente a mangiare meno.

Il rene, infatti, per il suo funzionamento normale, prima filtra e poi riassorbe perché filtra un po’ troppo. Inizialmente smette di funzionare il riassorbimento, e nelle urine finisce più acqua del normale; per questo l’animale orina orina di più (e beve di più per compensare).

Poi smette di funzionare la parte che filtra: così le sostanze tossiche rimangono nel sangue e non vengono espulse, e creano uno stato di malessere, all’inizio.

Questo stato di malessere porta, come dicevamo, a mangiare meno. Mangiando meno l’animale inizia anche a dimagrire, come conseguenza.

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Successivamente queste sostanze tossiche daranno problemi ad altri apparati: uno è lo stomaco, e l’animale vomiterà sempre più di frequente; un’altro è l’intestino, ed avremo diarrea. Poi ci sono le mucose, e l’animale presenterà delle ulcere in bocca, particolarmente evidenti quando sbadiglia, rosse e dolorose.

Da qui si arriverà ad un peggioramento piuttosto rapido, e ce ne accorgeremo perché l’alito dell’animale puzzerà di urina e perché l’animale non si muoverà quasi più, dormirà sempre. È il momento in cui i reni non funzionano quasi più, e l’animale è praticamente avvelenato da tutti i tossici che ha in circolo.

Non dobbiamo arrivare a questa situazione. Se l’animale inizia a bere di più, ogni tanto vomita, ha la diarrea a intermittenza che dopo qualche giorno se ne va, poi torna... Portiamolo dal veterinario, non rimandiamo.

A questo punto la situazione è ben evidente dalle analisi, e prima ce ne accorgiamo, prima si può iniziare una terapia. Sarà una terapia che manterrà i reni allo stato attuale, e comprenderà medicinali, movimento fisico e cambio di alimentazione. I reni non possono guarire, ma possiamo evitare che peggiorino e fare in modo che la situazione rimanga così com'è allo stato attuale.

Per renderlo possibile, la terapia deve essere portata avanti per tutta la vita: interromperla significa che il rene inizierà nuovamente a peggiorare.

L’insufficienza renale cronica è una delle cause principali di morte “per vecchiaia” di persone e animali. Renderci conto della sua presenza significa diagnosticarla, e diagnosticarla significa garantire all’animale mesi, se non anni, di vita, quando le uniche terapie funzionanti allo stato terminale, dialisi e trapianto, sono per molti proprietari impraticabili al giorno d’oggi.