La pet therapy, la terapia alternativa con gli animali

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Sono molti i casi in Italia e nel mondo di persone che si affidano alla pettherapy per favorire il processo di guarigione. Questa disciplina prevede, infatti, la presenza di animali, prevalentemente cani, per portare avanti processi di fisioterapia oppure legati alla cura e alla gestione di particolari patologie psico-emozionali.

I nostri amici a quattro zampe possiedono una sensibilità che oltrepassa i limiti della comprensione umana, in quanto il loro affetto e la loro devozione sono davvero inaspettati! Molte volte sentiamo parlare del ‘sesto senso’ degli animali, ma esso si basa su una sinergia fra passato genetico degli animali e cause che ancora non sono note all’uomo. La totale devozione del cane nei confronti del suo padrone deve essere ricercata nella sua origine, in quanto egli elegge il capobranco e lo segue in tutto e per tutto. Non solo, in quanto il capobranco diventa per lui o per lei un punto di riferimento, una persona senza la quale è impossibile vivere. Da queste nozioni possiamo capire quanto sia disinteressato e potente l’amore che i nostri amici a quattro zampe nutrono per noi e quale sia il loro potenziale se applicato alla pet therapy.

E’ incredibile quanto l’affetto o la semplice presenza dei cani durante le malattie possa cambiare anche le situazioni più delicate. E’ questo il caso dei pazienti ricoverati presso il reparto di oncologia dell’ospedale di Massa Carrara. In questo luogo è stato attivato il primo progetto di pet terapy in Italia, dove i cani sono a contatto con i degenti in particolari ore del giorno. Questo progetto prodigioso si chiama “Una Zampata alle Terapie” e prevede che cani dal pelo disinfettato e con tanto di certificato accompagnino i pazienti per alcune ore durante la sessione di chemioterapia. I risultati sono sorprendenti, in quanto persone abituate o costrette ad eseguire la terapia da sole non vedono l’ora di eseguirla nella stanza comune, dove labrador, lupetti e deliziosi meticci si accoccolano ai piedi dei pazienti e fanno loro compagnia per tutto il tempo della sessione terapeutica. I benefici a livello emotivo si convertono in una probabilità di guarigione maggiore per i degenti, in quanto il buon umore che i cani ‘diffondono’ aiuta i pazienti ad affrontare con più serenità e coraggio la malattia.

Il primario della struttura, il dott. Mambrini, è convinto che le terapie alternative possano decretare il successo del percorso di guarigione o, perlomeno, renderlo più felice e meno pesante. A tal fine, egli organizza concerti, anche di artisti famosi, propone sessioni di arte, di canto e di teatro e spera sempre di poter sottoporre i pazienti ad una chemioterapia all’aria aperta, sfruttando gli spazi verdi dell’ospedale. A merito dell’introduzione degli amici a quattro zampe, il primario ha affermato “Abbiamo iniziato con altri sei ospedali italiani col reparto Day Hospital: abbiamo seguito per sei mesi 90 pazienti oncologici a contatto con i cani e li abbiamo messi a confronto con altri 90 pazienti senza pet therapy”.

Per quanto riguarda i risultati e i benefici sui pazienti, il luminare afferma: “Abbiamo misurato i parametri vitali della pressione, polso e temperatura. Quelli psicologici di apprensione, ansia e depressione. Infine, anche i sintomi di nausea, vomito e dolore. I pazienti della pet therapy avevano vomitato meno, altri avevano ritrovato il colorito del buon umore in viso dimenticando depressione e apprensione, altri tornavano a chemio finita solo per incontrare i cani. Il dato scientifico significativo è stato l'aumento della pressione parziale di ossigeno nel sangue. In un reparto dove si parla sempre al passato vedere la gente adesso parlare al futuro è meraviglioso. La positività che si respira è un toccasana per tutti”.

Finalmente possiamo assistere ad una bella esperienza tutta italiana, in quanto questa terapia è ancora poco conosciuta e applicata nel nostro Paese. Al di là delle enormi migliorie che la pet therapy apporta ai pazienti, non dobbiamo mai dimenticare il suo effetto sull’umore, il quale molto spesso rappresenta la chiave di volta nella vittoria contro malattie tremende e apparentemente invincibili.

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