Tra le tante malattie a cui i nostri animali domestici possono andare incontro, una delle peggiori in assoluto è la setticemia.

È una situazione gravissima, che può portare a morte nel giro di poco tempo, ed è per questo che, per un proprietario, è molto importante saperne riconoscere i sintomi e agire quanto prima, nel caso ci rendessimo conto che ci sia qualcosa che non va in questo senso.

Che cos’è

La setticemia è l’infezione del sangue da parte dei batteri. Per parlare di setticemia, però, bisogna che di questi microrganismi ce ne siano veramente tanti, e che riescano in pratica a sopraffare o comunque ad eguagliare numericamente le cellule “buone”, quelle del sistema immunitario dell’animale.

Come dire che se tre persone cercano di entrare in una base militare con le armi non si può parlare di “guerra”.

Quando ci tagliamo, i sangue entra in contatto con l’ambiente esterno e i batteri presenti sulla nostra pelle, piuttosto che sulla lama che ci ha tagliato entrano nel sangue, ma sono così pochi che vengono subito fermati dal nostro sistema difensivo. Nei nostri animali le cose funzionano in modo identico al nostro.

La setticemia, l’infezione del sangue, è una situazione in cui di batteri ce ne sono tantissimi, e questo accade perché hanno avuto il tempo e la possibilità di moltiplicarsi prima di entrare nel sangue. Proprio per il fattore “tempo”, l’avere o il prevenire questa situazione spesso e volentieri è conseguenza diretta del comportamento del proprietario.

Come compare la setticemia

La comparsa di una situazione così grave è dovuta alla presenza di infezioni che erano già presenti nell’organismo, da qualche parte. A volte sono asintomatiche, cioè il cane o il gatto sembra stare bene, ma è difficile: di solito ci accorgiamo che c’è qualcosa che non va.

Tutto potrebbe partire da un’infezione vescicale, oppure un’infezione uterina come la piometra, piuttosto che una ferita che viene trascurata.

I microrganismi presenti in questi punti fanno danni ed estraggono del nutrimento, e così si moltiplicano; le difese dell’organismo cercano di limitarli come possono, soprattutto dall’entrare nel sangue, ma possono fare poco fuori dal sangue stesso.

Facciamo un esempio visivo per capire meglio questa situazione: in città apre un nuovo supermercato, in cui tutti vogliono andare. Non apre fino alle otto, ma già dalle cinque la mattina le persone iniziano ad accumularsi davanti all’ingresso, e a spingere. La sicurezza, numericamente inferiore, può solo prevenire il fatto che le persone entrino dalla porta, ma non può fare molto contro tutta la massa di persone che si trova fuori.

La situazione nelle infezioni è simile: tanti batteri nell’organo, o nella ferita, infetti, che “spingono” per entrare nel sangue. Spingono, spingono, finché le difese del corpo non resistono più e collassano. È a questo punto che i microrganismi entrano in massa nel sangue.

Il loro numero è immenso, dopo che per tanto tempo, oltre a spingere, si sono moltiplicati, e il corpo a quel punto non può far niente contro di loro, il sistema difensivo è compromesso.

set2

La conseguenza più grave è lo shock settico, in cui la presenza dei batteri altera la circolazione del sangue, e il cuore non ce la fa più a spingere il sangue agli organi vitali. A questo punto, senza un’aiuto esterno (veterinario) non si sopravvive.

Come prevenire questa situazione

Fortunatamente, è difficile che gli animali arrivino ad avere questa situazione. Può succedere se un cane si perde nel bosco e non viene trovato da nessuno, magari si ferisce e la ferita si infetta.

Per quanto riguarda gli animali domestici, si può arrivare a questa situazione solo se l’animale aveva un’infezione che non è stata trattata in nessun modo.

Se vediamo che il cane o il fatto stanno male, sono abbattuti, hanno la febbre (ricordiamo sempre che uno stato del genere non è mai improvviso, ma è preceduto da malessere per diversi giorni); se hanno un’infezione urinaria perderanno sangue con la pipì, se c’è una ferita si vede: l’importante è portare l’animale a fare una visita quando sta male, e non lasciar perdere la situazione convinti che poi gli passerà, perché se non si da un aiuto materiale (antibiotici) non è detto che l’organismo ce la faccia ad evitare la situazione con le sue sole forze.

Un appunto finale: se avete letto questo articolo, sicuramente tenete al vostro animale abbastanza da evitare situazioni del genere.

Pensate sempre, però, che non tutti i proprietari sono come voi, e molti lasciano perdere la situazione fin quando il cane non avrà sintomi gravissimi come lo svenimento o le crisi convulsive: a questo punto in cui non si può fare quasi più nulla vanno dal veterinario dicendo “stamattina non aveva nulla” (mentre era tramortito da una settimana...).

Se vedete un cane o un gatto, non vostro, che sta male, non si muove, segue malvolentieri il proprietario (sintomi di “abbattimento”), consigliate al proprietario di portarlo ad una visita, spiegandogli le gravi conseguenze a cui può andare incontro.

Fate “un po’ i veterinari” anche voi, in questi casi, perché potreste addirittura salvare voi stessi la vita di un cane o un gatto, semplicemente con le vostre parole.

La cistite è l’infiammazione della vescica. È una patologia molto sottovalutata dai proprietari, e anche se può sembrare strano può portare i propri animali anche alla morte.

In questo articolo cercheremo di capire quali sono le cause di questa situazione, ma soprattutto come rendersi conto che è presente, e appena vediamo che il nostro animale sta male potremo portarlo quanto prima dal veterinario, anche se è un giorno festivo: aspettare troppo potrebbe essere fatale.

Iniziamo subito con il dire che questa situazione colpisce molto più i gatti rispetto ai cani, e molto più i maschi rispetto alle femmine. Se avete un gatto maschio, magari castrato, quindi, fate particolarmente attenzione.

Cos’è la cistite

La cistite è l’infiammazione della vescica, come abbiamo detto prima. La vescica è un organo “di riserva”, che serve a raccogliere le urine, provenienti dai reni, per poi espellerle tutte insieme nei momenti opportuni. Il funzionamento è molto simile a quello della nostra vescica.

Si tratta di un organo che può dilatarsi molto, da quando è pieno a quando è vuoto, ma ovviamente non in modo illimitato per cui l’urina, ad un certo punto, deve essere espulsa.

Ci sono due tipi di cistite: la prima è quella causata dai batteri, simile a quella che possiamo avere in qualsiasi altro organo. Da dolore, irritazione, quando l’animale urina perde un po’ di sangue perché i batteri rovinano la parete della vescica, ma fortunatamente non è ostruttiva. Va curata perché è molto dolorosa, ma viene risolta dal veterinario con un’appropriata terapia antibiotica.

L’altra tipologia è la cistite da cristalli. Non c’entra nulla con le pietre preziose, anzi; sono quelli che comunemente indichiamo come calcoli.

I calcoli si formano a causa di una serie di fattori predisponenti: il primo è la vita sedentaria, meno frequente nei cani perché comunque si portano a fare una passeggiata, più nei gatti. I castrati sono più sedentari degli interi.

Poi c’è l’alimentazione: tanto più è ricca di minerali, in particolare di magnesio, tanto più c’è il rischio che questa sostanza, eliminata dai reni, si accumuli nelle urine; prima formerà dei piccoli congolmerati, chiamati comunemente “renella” e simili a sabbia, poi formerà dei veri e propri sassi.

Queste situazioni, generalmente, non sono complicate da batteri, ma sono pericolose perché prima di tutto sono irritanti (pensate ad avere voi dei sassi nella vescica...) e poi, specie nel maschio dove l’uretra, che attraversa tutto il pene, è lunga, stretta e curva, questi sassolini, cercando di uscire con l’urina, spesso si incastrano causando un blocco vescicale.

 

Blocco vescicale significa che l’urina smette proprio di passare. Inoltre il gatto si sforza, cerca di espellerla e così altri calcoli entrano in uretra, aggravando il problema. E così l’animale rimarrà senza urinare anche per dei giorni.

Avete mai provato la sensazione di avere la vescica piena, magari perché per una o due ore non potevate andare in bagno perché eravate a fare una cosa importante? Ecco, ricordatevi come vi sentivate. E immaginate cosa può voler dire non urinare da due giorni.

Quando non si urina, la vescica si riempie per prima cosa. Quando è impossibile dilatarsi oltre, non si rompe (è molto resistente) ma iniziano a riempirsi gli ureteri, i due tubi che collegano la vescica ai reni. E poi l’urina comincia a premere sui reni, che smettono di funzionare. E siccome sono organi vitali, se non funzionano si muore.

Come si cura

La cosa che mi premeva maggiormente nel paragrafo precedente è farvi capire quanto può essere grave la mancanza di urinazione. Ovviamente ci rendiamo conto che c’è qualche problema, l’animale sta male, sta seduto per cercare un po’ di sollievo, cerca di urinare ma emette solo poche gocce (che di solito gli sporcano il pelo) e può espellere anche del sangue per via dei calcoli che “graffiano” la vescica.

cis2

Dobbiamo portarlo quanto prima dal veterinario, che per prima cosa farà una centesi (una siringa nella vescica per estrarre un po’ di urina, per dare un po’ di sollievo all’animale) poi stabilirà se il problema deriva da batteri (e ci vorranno gli antibiotici) o se è dovuto ai cristalli, che devono essere tolti.

Si prova prima a rispingerli in vescica spingendo con un catetere, se possibile; se non lo è, ci vuole un intervento chirurgico per rimuoverli. L’importante è però che andiamo subito dal medico, perché se passa troppo tempo i reni potrebbero essere compromessi, e non è detto che questo stato si possa curare. Facciamo attenzione, quindi.

Se tutto si risolve per il meglio con i calcoli, il veterinario oltre alle medicine prescriverà un cambio di alimentazione. L’animale starà meglio nel giro di qualche settimana, e a questo punto i proprietari, di solito, tornano alla vecchia alimentazione: questo non va fatto!

I cristalli si formano perché ci sono troppi minerali nel cibo, e tornare al vecchio cibo ricco di minerali invece che al nuovo, che ne è povero, significa far tornare i calcoli dopo qualche mese e iniziare tutto, di nuovo, da capo.

Quando si cambia alimentazione per questo tipo di problemi, bisogna continuare a dare la nuova. Non facciamo i veterinari “autodidatti” solo perché l’animale sta meglio, ma continuiamo con quella che a tutti gli effetti è una terapia. L’animale è predisposto, e non è da escludere che i calcoli possano tornare.

In questa pagina ci occupiamo di un sintomo molto importante, non semplice da vedere ma di cui dobbiamo renderci conto e per il quale dobbiamo controllare periodicamente il nostro cane e il nostro gatto: parliamo infatti delle anemie, situazioni nelle quali il sangue, che si trova in ogni parte del corpo, non riesce a svolgere le sue normali funzioni.

Il sangue

Il sangue è un po’ come se fosse il sistema stradale del corpo dei nostri animali. Se non esistessero le strade e i veicoli che ogni giorno le percorrono, sarebbe molto difficile vivere: non avremmo da mangiare, da bere, non potremmo andare al lavoro.

Il sangue ha un po’ la stessa funzione: serve a trasportare da una parte all’altra del corpo le sostanze nutritive, l’ossigeno che entra dai polmoni, gli ormoni, i globuli bianchi che difendono l’organismo.

Nel sangue abbiamo una parte liquida, composta da acqua, sostanze nutritive, proteine che svolgono le funzioni più varie, ed una parte solida, composta da piccoli esseri (cellule) che possono avere funzione di difesa dal nostro corpo oppure di trasporto di ossigeno.

Questi ultimi sono i globuli rossi, e sono loro che conferiscono la tipica colorazione rossa a tutto il sangue.

L’ossigeno viene inalato dall’animale con la bocca e il naso, assorbito nei polmoni e si “appiccica” ai globuli rossi, che lo portano in ogni parte del corpo. Senza ossigeno gli organi non svolgono le loro funzioni, e in sua assenza si può raggiungere la morte in pochissimi minuti.

L’anemia

Tornando all’argomento principale, l’anemia è la carenza di globuli rossi: sono troppo pochi. Pochi globuli rossi significa poco ossigeno in giro per l’organismo.

Le cause possono essere le più varie: in generale, se ci sono pochi globuli rossi significa o che ne vengono prodotti meno, o che ne vengono distrutti troppi.

Nel primo caso, la minore produzione, generalmente c’è un problema al midollo osseo che produce i globuli rossi, e dovranno essere effettuate indagini approfondite e terapie molto mirate per risolvere il problema. Anche il poco ferro nella dieta, indispensabile per produrli, può portare a carenza di globuli rossi.

L’eccessiva perdita può essere causata da alcune malattie che hanno distrutto i globuli rossi, oppure da ferite o emorragie che hanno fatto uscire il sangue dall’organismo. Naturalmente la carenza di globuli rossi porta a delle conseguenze, che possono essere più o meno gravi in base a quanti ne mancano.

Per prima cosa, l’animale respira affannosamente. È una cosa logica: il corpo non riceve ossigeno perché non ci sono globuli rossi, ma non conoscendo,mil corpo, la causa, cerca di mettere più ossigeno di più all’interno del corpo con la respirazione.

Se gli organi, e in particolare il sistema difensivo, non ricevono “carburante”, l’animale apparirà stanco, avrà poca voglia di muoversi e di mangiare, ci seguirà malvolentieri e dormirà molto. Nei casi più gravi, poi, possiamo avere anche febbre, perché il sistema difensivo dell’organismo risulta indebolito da questa situazione.

Un indice molto importante che tutti dovrebbero conoscere per valutare l’anemia è il colore delle mucose.

Fate adesso questa prova, che vi può essere utile per il futuro. Andate dal vostro cane o dal vostro gatto e alzategli il labbro. Vedrete la mucosa interna, di colore rosa se l’animale sta bene. Ecco, adesso premete con il polpastrello (senza fargli male) sulla parte interna del labbro, sul rosa insomma, per qualche secondo. Togliete il dito e vi renderete conto che il punto dove avete premuto è diventato bianco, perché avete interrotto l’afflusso di sangue per qualche secondo; nel giro di due secondi il colore tornerà normale. Avrete notato, però, che c’è una differenza abbastanza netta tra il bianco del punto dove avete premuto e il rosa della normale mucosa.

Nel caso in cui notaste che il vostro animale presenta i sintomi di cui abbiamo parlato prima, ripetete questa prova (magari mettete questa pagina tra i preferiti, per non perderla).

Se la differenza di colore non sarà così netta come quella che avete appena visto, o addirittura se non ci fosse proprio, significa che c’è qualche problema, ed è necessario rivolgersi quanto prima ad un veterinario, perché c’è anemia (le mucose sono chiare perché nel sangue ci sono meno globuli rossi del normale; sono infatti loro che colorano il sangue di rosso, come dicevamo prima, e di conseguenza le mucose, che sarebbero bianche, diventano rosa).

ane2

Come si curano le anemie

La terapia dell’anemia è ovviamente effettuata dal veterinario. Verificarne la presenza è semplice: bastano delle comunissime analisi del sangue, che misurano il numero di globuli rossi, per sapere che ce ne sono pochi.

Più difficile è capire perché ce ne sono pochi, e da qui iniziano le indagini veterinarie.

In base alla gravità del problema potrebbe essere necessaria una trasfusione di sangue da un altro cane o un altro gatto, mentre quando i problemi sono meno gravi si cerca, in qualche modo, di stimolare l’organismo a produrre più globuli rossi del normale.

In ogni caso, l’anemia è una situazione che dobbiamo conoscere perché qualora si presentasse potremo portare il prima possibile il nostro cane o il nostro gatto dal veterinario.

Agire precocemente è il modo migliore per evitare le conseguenze più gravi di questa situazione.

I proprietari di cani e gatti sanno bene che la diarrea è un problema abbastanza frequente nei propri animali, in particolare nei cuccioli. Ma quali possono essere le cause della diarrea e quali sono le cure e i rimedi per trattarla? Scopriamolo insieme.

Le trasfusioni di sangue non sono una necessità esclusiva dell’uomo, ma anche i cani e i gatti possono averne bisogno in particolari situazioni. Chi di noi ha la possibilità di trascorrere del tempo sui social, avrà sicuramente notato la presenza di diversi annunci di proprietari disperati e cliniche veterinarie che richiedono donazioni urgenti di sangue per gli animali ricoverati. Proprio a fronte di queste richieste sempre più numerose, ma anche in vista della crescente difficoltà nel reperire del sangue per le trasfusioni al momento del bisogno, è stata messa a punto la prima banca dati dei cani donatori.

 

Rispetto agli altri animali, il vomito nel gatto è un evento abbastanza frequente. Le ragioni per le quali il nostro amico felino può espellere il cibo tramite il vomito possono essere diverse. Nella maggior parte dei casi non c’è da preoccuparsi, soprattutto se questo si verifica di rado e senza sintomi aggiuntivi. Vediamo quali sono le cause principali.

La presenza di tracce di sangue nelle urine del gatto può essere il segnale di un problema abbastanza frequente nei felini domestici, ovvero i disturbi delle vie urinarie. Riconoscerli e comprendere le cause è il primo passo per aiutare i nostri gatti.

La babesiosi, conosciuta anche come pirpolasmosi, è una malattia parassitaria che interessa i cani ma può occasionalmente colpire anche i gatti e l'uomo. Si tratta di un microrganismo molto piccolo, che in relazione all'animale che infetta può causare danni praticamente inesistenti o può portare a morte in tempi brevissimi.

È molto importante accorgersi dei sintomi e condurre il prima possibile il nostro cane da un medico veterinario che somministrerà tempestivamente un farmaco in grado di distruggere in breve tempo il parassita.

 

SocialDogCat usa la politica di cookie per migliorare la vostra esperienza. Ok ho capito

In omaggio per te un ebook: il manuale di pronto soccorso, che spiega cosa fare nelle situazioni di emergenza con gli animali domestici.