La dieta per i problemi al fegato degli animali

Il fegato è un organo di importanza fondamentale per la salute di tutto l’organismo. Quando insorgono dei problemi epatici, molte funzioni del nostro corpo risultano compromesse. Ecco perché è davvero molto importante sapere come trattare le epatopatie, partendo proprio dalla giusta alimentazione. Vediamo insieme quali caratteristiche deve avere la dieta ideale per i problemi al fegato del cane e del gatto.

A cosa serve il fegato?

Il fegato è una grossa ghiandola ed è anche l’organo più grande e più complesso del nostro corpo. Ogni sua funzione è davvero fondamentale per il corretto funzionamento dell’organismo, anche se non tutti saprebbero dare una risposta precisa dietro alla domanda “a cosa serve il fegato?”.stomaco cuore polmoni intestino reni organi anatomia cane

Per prima cosa, il fegato serve a digerire i grassi, facilitando il loro ingresso nei vasi sanguigni dall’intestino. Inoltre, ha il compito di produrre il colesterolo, un grasso importantissimo per il nostro organismo, se presente nella giusta quantità. Il colesterolo, infatti, rende più forti le cellule e viene utilizzato per produrre alcuni ormoni, come il testosterone.

Inoltre, il fegato serve anche ad eliminare le sostanze tossiche, come l’ammoniaca e l’urea, prodotte dal nostro stesso organismo, oppure quelle assunte dall’esterno, come i farmaci o alcuni minerali, tra cui il rame.

Quando il fegato ha dei problemi, si parla in generale di “epatopatie”. Queste possono avere cause e sintomi diversi, per cui sarebbe difficile descriverle tutte. In ogni caso, i fattori che possono provocare un problema a livello epatico sono soprattutto:

  • Accumulo di sostanze tossiche o farmaci;

  • Infezioni batteriche, soprattutto la leptospirosi;

  • Infezioni virali, soprattutto l’Epatite Infettiva del cane;

  • Diabete mellito;

  • Ostruzioni del flusso della bile causato da calcoli o tumori;

  • Malattie autoimmuni;

  • Neoplasie del fegato.

Un caso particolare, inoltre, è quello della cosiddetta “lipidiosi epatica” del gatto. I felini, infatti, sono molto sensibili al digiuno, per cui se dovessero ridurre drasticamente l’ingestione del cibo, andrebbero incontro a questo problema. In poche parole, i grassi si accumulano nel fegato, provocando gravi problemi.

In alcuni casi i sintomi tipici delle epatopatie, come l’ingrossamento del fegato, le feci sbiadite e la presenza di liquidi nell’addome, possono essere causati da altri problemi, per cui è sempre importante che il veterinario visiti accuratamente l’animale per ottenere una diagnosi specifica.

La dieta per i problemi del fegato

Il fegato è un organo con una caratteristica speciale: è in grado di rigenerarsi. Questo vuol dire che se viene asportato un pezzo di ghiandola, questa ricrescerà esattamente come prima. Perciò la dieta per i problemi del fegato deve avere come obiettivo proprio quello di dargli tutto il tempo necessario per rigenerarsi.

gatto con problemi al fegato epatopatia lipidiosi dieta latteUna volta che il veterinario è riuscito ad identificare la causa esatta del problema, sarà fondamentale adattare la dieta dell’animale di conseguenza. Nella maggior parte dei casi, bisognerà distinguere tra un’epatopatia acuta ed una cronica.

L’epatopatia acuta è più rara, ed è causata quasi sempre da sostanze tossiche o farmaci, meno frequentemente da virus. In questi casi ci sarà una carenza di zuccheri nel sangue, per cui è necessario garantire all’animale la giusta quantità di zuccheri, mangiando poco e spesso. L’alimento deve avere una buona concentrazione di proteine, preferendo quelle della soia o del latte a quelle di origine animale. Inoltre, può essere utile garantire una giusta integrazione di sostanze antiossidanti, come le vitamine C ed E.

Nell’epatopatia cronica, invece, la situazione può risultare spesso più grave rispetto a quella acuta, perché compare lentamente, quindi il proprietario non sempre riesce ad accorgersi della sua presenza.

In entrambi casi è sempre indispensabile procedere a piccoli passi. Soprattutto se il cane è a digiuno da più di 48 ore, come spesso accade, il veterinario potrà procedere con un sondino o, se l’animale lo consente, offrendogli del cibo.

L’alimento deve essere somministrato spesso e in piccolissime quantità, aumentando il dosaggio lentamente giorno per giorno. Inizialmente, potrà essere necessario partire dalla metà del normale fabbisogno energetico giornaliero dell’animale, per aumentarlo con il passare dei giorni.

L’alimento ideale per i problemi del fegato deve avere quindi precise caratteristiche:

  • Appetibilità, per invogliare l’animale a mangiare;

  • Elevato tenore energetico;

  • Ridotta concentrazione di rame, che può aggravare la situazione;

  • Integrazione di antiossidanti, come la taurina e la vitamina C ed E;

  • Integrazione di sostanze normalmente prodotte dal fegato, come la vitamina B e K;

  • Elevato contenuto di fibre solubili, come i FOS, che assorbono le tossine e riducono la produzione di ulteriore ammoniaca;

  • Presenza di proteine, soprattutto della soia o del latte.

Il consiglio principale è quello di affidarsi sempre al proprio veterinario, soprattutto nella fase iniziale della terapia.

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