Crudismo e Dieta BARF: cosa sono?

Ultimamente nell’ambito del pet food si sta sentendo sempre più spesso parlare di crudismo e “raw food”. All’interno di questa corrente alimentare spicca soprattutto la recente e discussa Dieta BARF per cani e gatti. Vediamo insieme in cosa consiste questa nuova teoria alimentare e quali sono le teorie alla base della dieta crudista per gli animali.

L’alimentazione e il mangiar sano sono sicuramente tra gli argomenti più discussi negli ultimi anni. Dibattiti, teorie e culti alimentari sono ormai all’ordine del giorno, e spuntano fuori come funghi sempre più diete e stili di vita nutrizionali. Adesso che si è ben affermata la cultura del biologico nelle nostre tavole e che la parola “vegan” non suscita più grandi interrogativi in chi la ascolta, una delle maggiori tendenze è quella del crudismo.

Carnivori o onnivori?

I sostenitori della dieta crudista si basano sull’idea che gli animali dovrebbero tornare a nutrirsi esattamente come farebbero in natura. Sia i cani che i gatti, infatti, allo stato brado sono entrambi predatori, il che vuol dire che per potersi nutrire hanno bisogno di cacciare le prede.

gatto caccia topo amici crudismo

Topi e uccellini sono senz’altro tra le prede preferite da cani e gatti. Quando cacciano, gli animali mettono in atto una serie di meccanismi ed emozioni che rendono l’atto stesso della cattura della preda non solo un’azione finalizzata al nutrimento, ma anche un modo per stimolare l’attenzione, per canalizzare le proprie energie, come una scossa di adrenalina.

Una volta che hanno catturato la preda, devono quindi cibarsi. Microonde, forni elettrici e fornelli a gas sicuramente non sono previsti quando si caccia, per cui gli animali non possono fare altro che mangiarli crudi.

Cani e gatti sono carnivori, il che non vuol dire semplicemente che preferiscono mangiare carne. Ciò che rende un animale maggiormente predisposto verso un tipo di alimento è la sua capacità di digerirlo.

La digestione è un meccanismo molto complesso, reso possibile per prima cosa dagli enzimi. Questi sono delle piccole proteine prodotte dal nostro corpo, ognuna con un compito diverso. In sostanza, gli enzimi della digestione servono a dividere gli zuccheri, le proteine, i grassi e tutti gli altri elementi nutritivi in delle sostanze più piccole, che possono facilmente essere assorbite dall’organismo.

I cani, ma soprattutto i gatti, possiedono soltanto enzimi che consentono la digestione delle sostanze contenute nella carne e nel pesce, ma anche in altre fonti proteiche, come le uova. Questo vuol dire che se offriamo ad un gatto della pasta o del riso, se è abituato o affamato probabilmente li mangerà, ma non saprebbe come digerirli.

Quello del cane è un discorso ancora più complesso. L’evoluzione di questo animale nel corso dei secoli ha fatto in modo che da discendente della famiglia dei lupi, diventasse il migliore amico dell’uomo.

Per la caccia, per gestire il gregge, per fare la guardia o semplicemente un po’ di compagnia, il cane è stato introdotto col passare degli anni all’interno delle case. Il “prezzo” di questa conquista è stata però la rinuncia alle sue abitudini alimentari, per adattarsi a nutrirsi degli avanzi che gli venivano offerti dai padroni.

È proprio per questo che l’organismo del cane si è evoluto, facendo in modo che riuscisse a digerire anche le sostanze contenute nei nostri cibi. Ad oggi, infatti, il cane non è definito come un carnivoro in senso esclusivo.

Al contrario, i gatti, da secoli utilizzati soprattutto per allontanare i topi da campagne e abitazioni, non hanno sentito la necessità di adattare il proprio corpo a qualcosa di diverso dalla carne. Per cui sono rimasti fedeli al proprio ruolo, e si può affermare che i gatti sono invece carnivori “stretti”.

A tutto ciò va aggiunta anche un’altra considerazione. Nei tempi più recenti, infatti, i proprietari di cani e gatti hanno progressivamente sostituito il piacere e la necessità della caccia con cibo sempre a disposizione e giocattoli.

Il frutto di questo adattamento secolare non è altro che una modificazione del corredo di enzimi digestivi degli animali, che adesso sono in grado di digerire anche altri tipi di alimenti, diversi da quelli per cui sono in un certo senso programmati.

Il crudismo

I sostenitori del crudismo ritengono che i cani e i gatti dovrebbero tornare alle proprie origini alimentari, “resettando” tutte le informazioni e le modifiche che hanno acquisito nel corso dei secoli.gatto mangia carne cruda

Questo ritorno alle origini, secondo le teorie crudiste, sarebbe da applicare per via di alcuni punti principali, come:

  • In natura gli animali mangiano carne cruda appena cacciata;

  • Gli animali sono geneticamente predisposti per mangiare carne cruda;

  • Nel cane e nel gatto il cibo rimane nell’intestino per massimo 24 ore, mentre negli erbivori dura molto più a lungo, perché le carcasse degli animali possono marcire facilmente se trattenute per molto tempo;

  • I carnivori non hanno enzimi nella saliva, a differenza dell’uomo e degli altri animali, che invece producono degli enzimi salivari indispensabili per iniziare a digerire i carboidrati e gli amidi, contenuti ad esempio nei cereali, nella pasta e nelle patate;

  • Lo stomaco dei carnivori è molto acido, proprio per distruggere tutti i batteri presenti nelle carcasse. Dando loro cereali e verdure l’acidità si riduce, perché non serve un ambiente acido per digerire questi cibi.

I crudisti sono assolutamente contrari al mangime industriale che normalmente viene offerto a cani e gatti, dalle crocchette all’umido. Il pet food commerciale, infatti, avrebbe alcune caratteristiche negative, come:

  • Aumenta il rischio di malattie e tumori;

  • Non stimola le difese immunitarie;

  • Contiene troppi cereali e poca carne;

  • Le proteine presenti sono di scarsa qualità, perché provengono da frattaglie, zampe, becchi e altre parti del corpo di animali da macello, non definibili nutrienti;

  • Contiene troppi conservanti;

  • La maggior parte delle sostanze nutritive viene danneggiata durante la cottura.

La Dieta BARF

 

Una delle più diffuse tendenze crudiste è senza dubbio la Dieta BARF. Il nome sta per Bones And Raw Foods, letteralmente ossa e carne cruda. E questo è proprio il principio di base di questa dieta.

cane mangia carne cruda bistecca crudismo barf

 

La Dieta BARF, infatti, sostiene fermamente che i cani e i gatti debbano ricominciare a nutrirsi con le stesse modalità che troverebbero in natura.

Per prima cosa, il cibo deve essere prevalentemente carne, e questa deve essere rigorosamente cruda.

L’ideale sarebbe consentire agli animali di nutrirsi della preda intera, come polli, uccellini e altre parti di animali. Nell’insieme, infatti, la prede contiene tutte le sostanze che servono al cane e al gatto, quindi proteine, grassi, vitamine, ma soprattutto minerali come il calcio e il fosforo, presenti nelle ossa.

Naturalmente non è così semplice riuscire a reperire delle prede intere, e tantomeno avere il coraggio di offrirli ai nostri animali.

Per questo, secondo i sostenitori della Dieta BARF, bisognerebbe avvicinarsi il più possibile a questo tipo di alimentazione, ma in modo graduale.

Gli alimenti che non devono mancare nella dieta crudista del cane e del gatto sono:

  • Carne di bovino, ovino, cavallo, pollo, tacchino, coniglio e selvaggina;
  • Interiora e frattaglie, come fegato, rognone, milza, polmone, lingua, cuore, animelle e stomaco del bovino;
  • Ossa crude;
  • Pesce e molluschi;
  • Uova con o senza guscio;
  • Frutta e verdura crude, tranne patate, pomodori, melanzane, cipolla;
  • Cereali facoltativi;
  • Latticini, soprattutto yogurt, fiocchi di latte e ricotta.

La carne deve essere rigorosamente biologica, acquistata appositamente per il cane e il gatto nei negozi specializzati.

Pareri contrari

Nonostante la grande diffusione delle diete crudiste, sia per gli animali che per l’uomo, sono ancora molti i veterinari che la ritengono dannosa per la salute. Le osservazioni principali che vanno contro la Dieta BARF e altre teorie simili, sono soprattutto:

  • La carne cruda è ad alto rischio di contaminazione da parte di batteri e parassiti, che solo la cottura è in grado di eliminare;
  • Le ossa sono molto pericolose per la bocca, i denti, lo stomaco e l’intestino, che possono danneggiarsi;
  • Le ossa e anche le farine di ossa causano stitichezza e possono comportare gravi blocchi intestinali;
  • Per riuscire a garantire una dieta equilibrata, bisognerebbe fare molta attenzione alle proporzioni tra carne, ossa, verdure e cereali.

Inoltre, quasi tutti i veterinari ritengono opportuno somministrare ai propri animali una dieta basata sul pet food semplicemente perché è equilibrata. Crocchette e umido contengono già tutte le sostanze che servono all’animale, a patto che siano di buona qualità.

Le migliori marche sul mercato, infatti, mettono a punto ogni giorno sempre più mangimi specifici per ogni esigenza. L’importante è non affidarsi a prodotti a bassissimo costo, con una altrettanto bassa qualità.

In sostanza, è solo necessario sfatare il mito per cui industriale sarebbe sinonimo di cibo spazzatura.

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