Iperestesia felina: cos'è e come si cura

L’iperestesia felina è un disturbo comportamentale che può manifestarsi in qualunque periodo della vita del gatto, a prescindere da età, razza e periodo dell’anno. La diagnosi dell’iperestesia felina non sempre è facile da eseguire, dato che si tratta di un problema poco conosciuto e con dei sintomi molto simili a quelli di altre condizioni. Vediamo in maniera dettagliata cos’è l’iperestesia felina e come si cura.

Il termina “iperestesia” deriva dal greco upér, sopra e aisthesis, sensazione, per cui letteralmente indica un’aumentata sensibilità ad alcuni stimoli, che è la caratteristica principale di questo disturbo. È anche conosciuta con il termine anglosassone “rolling skin”, ovvero pelle rotolante, che descrive in pieno il sintomo principale dell’iperestesia felina.

Come si presenta

I gatti affetti da questo problema, infatti, esercitano delle brevi e rapide contrazioni dei muscoli del dorso, per cui sembra che la pelle della schiena si “arrotoli”. Normalmente questo gesto viene messo in atto dai felini in modo automatico, per scacciare insetti, acqua e sporcizia che si posano sul mantello. Chi ha avuto a che fare con un gatto, saprà sicuramente che passando delicatamente la punta delle dita sulla schiena dell’animale, si noteranno questi caratteristici movimenti della pelle, proprio come se gli stessimo facendo il solletico. gatto scappa corre iperestesia

Si tratta proprio di contrazioni dei cosiddetti muscoli pellicciai, attivati dal gatto stesso per allontanare lo stimolo fastidioso o pruriginoso.

Nei gatti con l’iperestesia felina, questo fenomeno è particolarmente intenso e si manifesta senza alcuna causa scatenante o almeno non apparente. All’arricciatura della pelle del dorso, possono accompagnarsi anche altri sintomi, ad esempio:

  • Il gatto si lecca violentemente o si morde il fianco;

  • All’improvviso inizia a correre, anche mentre è rilassato;

  • Scappa come se fosse in preda ad un’allucinazione;

  • Spalanca gli occhi e ha le pupille dilatate;

  • Ha le orecchie all’indietro e abbassate sulla testa;

  • Ha l’atteggiamento e l’espressione tipici della caccia;

  • Corre in modo scoordinato, incrociando gli arti anteriori e posteriori;

  • Diventa aggressivo nei confronti di persone e oggetti;

  • È confuso;

  • Miagola in modo “strano”.

La durata di queste “crisi” può variare da pochi secondi fino a qualche minuto, e generalmente si verificano al mattino presto o la sera prima di andare a dormire. Il tipico esempio di comportamento da iperestesia felina è quello del gatto che si stende sul letto o sulla sua cuccia e, poco prima di addormentarsi, si alza di scatto ed inizia a correre.

Tra una crisi e l’altra il gatto è assolutamente normale, e non mostra nessuno dei sintomi tipici.

L’iperestesia felina può essere classificata come un disturbo comportamentale, cioè la presenza di atteggiamenti alterati rispetto a quelli che normalmente l’animale compie. Generalmente è indotta da diverse situazioni che scatenano nel gatto uno stato d’ansia talmente forte da essere riversato sul proprio corpo. Non sono rari infatti i casi in cui l’iperestesia si trasforma in autotraumatismo, per cui il gatto inizia a mordersi violentemente il corpo, provocandosi ferite e perdita di pelo.

Le cause

Le cause scatenanti possono essere diverse e assolutamente individuali in base al carattere e alla storia personale del gatto. Si tratta comunque di situazioni stressanti per l’animale, come un trasloco, la nascita di un bambino, l’arrivo di un altro animale, un lutto o l’abbandono. gatto iperestesia morde il fianco

Secondo altre teorie, invece, l’iperestesia potrebbe essere un problema neurologico. Sembrerebbe infatti che gli animali affetti da questo disturbo dimostrino una sensibilità maggiore delle cellule nervose che si trovano nella pelle. Di conseguenza anche il minimo tocco o la presenza di un insetto possono far reagire il gatto come se lo stimolo fosse più intenso, con fastidio o dolore.

I sintomi dell’iperestesia felina possono essere facilmente confusi con quelli di altre condizioni e malattie, come:

  • Dermatite da pulci;

  • Punture d’insetto;

  • Allergie alimentari;

  • Disturbi neurologici;

  • Infezioni della pelle.

La diagnosi quindi deve essere effettuata per esclusione, verificando l’assenza di ognuno di questi problemi, prima di giungere ad una conclusione.

Come si cura

La terapia si basa soprattutto sulla somministrazione di alcuni farmaci in grado di agire sul cervello, per ridurre la sensibilità dell’animale e di conseguenza anche la frequenza delle “crisi”.

Un ottimo suggerimento è quello di acquistare degli speciali diffusori di “feromoni” sintetici, ovvero delle sostanze che vengono normalmente prodotte dal gatto per marcare il territorio. Questi diffusori emanano i feromoni per tutta la casa, facendo in modo che l’animale possa sentirsi più tranquillo e più sicuro di sé.

Trattandosi comunque di un problema psicologico, è importante contattare un bravo comportamentalista, che possa analizzare attentamente la situazione del vostro gatto, per mettere a punto una soluzione personalizzata ed efficace.

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