Insegnare al cane a rispondere al richiamo

Le basi dell’educazione del cane prevedono tutti quei comandi indispensabili per garantire una sicurezza ottimale a noi e anche a lui. Uno tra questi è il richiamo, che serve a noi proprietari a far tornare il cane nella nostra direzione ogni volta che pronunciamo il suo nome oppure un comando preciso, come il “vieni!”. Ecco qualche consiglio per apprendere il richiamo.

Il richiamo è un segnale fondamentale per il cane, che molto spesso tende a scappare di casa o semplicemente ad allontanarsi troppo durante la passeggiata in campagna. In questi casi, il proprietario previdente che ha già insegnato al proprio cane a rispondere al richiamo, potrà evitare che venga esposto ai numerosi rischi della strada, facendolo tornare subito accanto a lui.

Se invece non avete “dotato” il vostro amico di questo comando, nella maggior parte dei casi comincerete a correre dietro a Fido, che non farà altro che aumentare la velocità per conquistarsi la libertà. Infatti, la maggior parte dei cani reagisce all’inseguimento da parte del proprietario, correndo ancora più veloce. Ecco perché è molto importante sapere come far tornare il cane.

Se il cane si allontana, le ragioni possono essere davvero molte. Per avere un’idea delle motivazioni più frequenti che spingono il cane a scappare di casa o ad allontanarsi da noi, leggete l’articolo specifico, che vi spiegherà anche nel dettaglio come risolvere il problema.

In ogni caso, una delle situazioni più frequenti è legata al cane che viene liberato nell’area cani o in aperta campagna, senza avere in alcun modo la possibilità di interagire con il proprietario, intento ad usare il cellulare o a chiacchierare con gli amici. Cosa succede quindi, se rivolgete la parola al cane solo quando è ora di tornare a casa? Considerando che i cani sono molto intelligenti, lo capiranno e faranno i furbetti, ignorando il vostro richiamo.

L’obiettivo di questo comando, invece, è quello di insegnare a Fido a correre verso di noi, a prescindere da qualsiasi attività stia facendo. Ecco come fare.

Come insegnare il richiamo

Per le prime volte, è consigliabile porci abbastanza vicini al cane, possibilmente senza particolari distrazioni nei dintorni che potrebbero distogliere l’attenzione del nostro amico. Naturalmente per poter invogliare il cane ad avvicinarsi a noi, dovremo renderci quanto più possibile “appetibili”. Dotiamo le nostre tasche di gustosi bocconcini, sfoderiamo un tono di voce allegro e convincente, abbassiamoci come se volessimo coccolarlo o giocare con lui, ma soprattutto lasciamoci alle spalle nervosismo e malumore. Quale bambino si avvicinerebbe volentieri al genitore arrabbiato, pronto a fargli una ramanzina?cane scappa di casa scava terreno recinzione

Mentre il cane è libero poco più avanti rispetto a noi, mettiamo in pratica tutti questi consigli, abbassiamoci e chiamiamolo festosamente per nome oppure con il comando “vieni!”. Non appena si avvicina, afferriamolo in modo deciso ma non brusco dalla pettorina e concediamogli qualche bocconcino. Continuiamo in questo modo aumentando di volta in volta la distanza tra noi e il nostro cane.

Ricordiamoci sempre di prenderlo per la pettorina o il collare prima di premiarlo, perché se lo facessimo solo quando vogliamo che si fermi, non riuscirebbe ad accettare volentieri il gesto, associandolo al ritorno a casa, quindi a qualcosa di negativo.

Una volta che il cane sarà riuscito ad accorrere più volte di seguito, ripetiamo senza premiarlo con dei bocconcini, ma solo con coccole e complimenti.

La parte più difficile è sicuramente quella di utilizzare il richiamo in presenza di altri stimoli, come altri cani, cibo, bambini che giocano a palla e persino situazioni di paura. Per riuscirci, dovremo armarci di moltissima pazienza, aggiungendo noi stessi di volta in volta qualche stimolo in più. Rispetto ad altri comandi più “immediati”, il richiamo richiede sicuramente più tempo, per cui non scoraggiatevi se i primi tentativi non vanno a buon fine, ma riprovate fino ad ottenere qualche successo in più.

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